lunedì 29 agosto 2016

Monumento ad Alcide De Gasperi


Il monumento ad Alcide De Gasperi si trova in Via Alcide De Gasperi all'angolo con Via delle Fornaci, nel Quartiere Aurelio. E' stato realizzato nel 2005 per ricordare lo statista Alcide De Gasperi (Pieve Tesino 1881 - Borgo Valsugana 1954), primo ministro italiano dal 1945 al 1954 nonché tra i principali esponenti della Democrazia Cristiana e che, come testimonia una targa, abitò nella strada che oggi prende il suo nome (in precedenza chiamata Via Bonifacio VIII, nome che è stato attribuito ad un'altra strada del Quartiere Aurelio) ed in cui il monumento sorge.
L'origine di questo monumento risale al 2004, quando il Comune di Roma volle ricordare lo statista in occasione dei 50 anni dalla sua scomparsa. Per questa ragione fu indetto un concorso che portò alla scelta del progetto di Maria Dompé, realizzato nel 2005.
Il monumento rappresenta un esempio di land art, che consta in un prato verde scosceso, che richiama appunto le valli del Trentino di cui De Gasperi era originario, circondato da lastre di bronzo con frasi dello statista.
La forma del monumento è triangolare, una forma che nel pensiero dell'autrice vuole guardare al futuro, dal momento che nei manifesti delle avanguardie queste forme erano molto presenti.
Negli anni il monumento era purtroppo divenuto in parte una discarica, e nel 2014 è stato necessario un restauro.


Pietra d'inciampo in memoria di Galliano Tabarini


La pietra d'inciampo in questione si trova in Via Niccolò III, nel Quartiere Aurelio, e ricorda Galliano Tabarini (Urbino 1896 - Hartheim 1944), militante comunista arrestato il 19 Dicembre 1943 e deportato nel campo di sterminio di Mathausen, dove venne ucciso nel sottocampo di Hartheim.

Targa in memoria di Giuseppe Rapesta


La targa in questione si trova all'interno della Stazione San Pietro, nel Quartiere Aurelio, e ricorda Giuseppe Rapesta, appuntato della Polizia Ferroviaria morto il 12 Maggio 1982 per via delle ferite riportate durante uno scontro a fuoco avvenuto il 6 Maggio 1982 presso la Stazione San Pietro, quando un gruppo di terroristi dei NAR fecero irruzione nel posto di polizia ferroviaria sparandogli alla nuca.

domenica 28 agosto 2016

Fontana del Principe Aldobrandini


La fontana in questione si trova in Piazza della Rocca, nella Zona Ostia Antica. Le sue origini risalgono al 1872, quando il Principe Camillo Aldobrandini, un nobile che aveva ricoperto diversi incarichi nello Stato Pontificio, donò questa acqua al Comune di Roma realizzando questa semplice fontana. A ricordo della donazione, sopra alla cannella da cui sgorga l'acqua che si riversa in una vasca sottostante, è presente una targa.

Monumento a Giuseppe Gioachino Belli


Il monumento al celebre poeta romanesco Giuseppe Gioachino Belli (Roma 1791 - Roma 1863)si trova in Piazza Giuseppe Gioachino Belli, nel Rione Trastevere.
L'idea di realizzare un monumento dedicato all'illustre poeta venne all'inizio del XX Secolo, quando nel 1910 i letterati Domenico Gnoli, Ferdinando Martini e Leone Caetani proposero quest'idea all'allora sindaco Ernesto Nathan dopo aver creato un comitato di cultori ed ammiratori del Belli che individuasse l'area per realizzare il monumento.
Parallelamente, dopo che il primo cittadino si disse favorevole all'idea, il direttore del quotidiano Il Messaggero, Luigi Cesana, iniziò a raccogliere fondi attraverso una sottoscrizione tra i lettori. Nel frattempo, vennero realizzate rappresentazioni teatrali all'Adriano ed al Quirino con lo scopo di trovare soldi per il monumento. Oltre a questo, anche i membri della Giunta comunale, compreso il sindaco Nathan, donarono fondi per realizzare il monumento.
Alla fine, la somma necessaria fu raggiunta e la commissione decise di scegliere il progetto di Michele Tripisciano. Il monumento fu pronto per il 1913, e l'inaugurazione inizialmente fu pianificata per il 5 Aprile ma, a causa del maltempo, si optò per il 5 Maggio.
Il monumento del Tripisciano rappresenta il Belli, vestito con un cappello a cilindro ed un bastone, sul Ponte Fabricio (riconoscibile dai Quattro Capi), con ai lati due mascheroni allegorici raffiguranti la Poesia e la Satira che sgorgano acqua su una vasca sottostante. Nel piedistallo sono presenti diversi rilievi che rappresentano la Lupa con Romolo e Remo, la personificazione del Tevere, un acquedotto, Pasquino ed una folla di Romani, proprio a sottolineare il rapporto del Belli con la città.
Per il luogo si decise invece di scegliere Piazza Italia, che successivamente prese il nome di Piazza Sidney Sonnino e di cui questo pezzo, compreso tra il Lungotevere e la Casa di Dante, nel 1941 prese il nome di Piazza Giuseppe Gioachino Belli, proprio per via della presenza del monumento.