venerdì 2 dicembre 2016

Targa in memoria di Daniela Nicolazzo ed Ilva Cazzavillan


La targa in questione si trova in Viale Giulio Cesare, nel Rione Prati, e ricorda Daniela Nicolazzo ed Ilva Cazzavillan. Da quanto si evince dalla targa e dalla sua tipologia - una lapide all'altezza del manto stradale posta sotto un albero - sembra trattarsi di due ragazze morte in un tragico incidente il 16 Luglio 1985.

mercoledì 30 novembre 2016

L'incendio dell'Auditorium di Via Albergotti



La mattina del 30 Novembre 2016 un grosso incendio si è sviluppato presso l'Auditorium di Via Francesco Albergotti, nel Quartiere Aurelio. Non sono attualmente note le cause dell'incidente, che ha coinvolto in primis la volta in legno della cupola, a sua volta sormontata da una lastra in rame.
Nessuna persone fortunatamente è rimasta coinvolta nell'incidente, ed il vento soffiava nella direzione opposta al parco del Pineto. Diversamente, l'incendio avrebbe potuto estendersi nel limitrofo parco, già provato da un grosso incendio nell'estate del 2016.


L'auditorium è una struttura che avrebbe dovuto ospitare eventi ed attività culturali di quartiere. La sua costruzione era iniziata intorno al 2005 ed i lavori si erano protratti - con grandi lentezze - fino ad oggi. Proprio ora, che mancavano solo gli ultimi arredi, ma prima di essere effettivamente inaugurato ed aprire al pubblico, è stato colpito da questo grave incidente.


martedì 29 novembre 2016

La leggenda metropolitana del braccio alzato del Rio de la Plata nella Fontana dei Fiumi


Non si sa da quanto tempo, ma esiste una leggenda metropolitana relativa alla Fontana dei Quattro Fiumi che Gian Lorenzo Bernini realizzò tra il 1648 ed il 1651 in Piazza Navona, nel Rione Parione. Nello specifico ne è protagonista la statua che personifica il Rio de la Plata, disegnata dal Bernini e fisicamente realizzata dal suo allievo Francesco Baratta.
La figura che rappresenta il fiume, infatti, è rivolta verso la Chiesa di Sant'Agnese in Agone e tiene il braccio sinistro alzato verso di essa. Questa leggenda metropolitana vuole che il Bernini abbia voluto manifestare attraverso questa posa del fiume, che la Chiesa prospiciente, realizzata dal suo rivale Francesco Borromini, potesse crollare, come forma di spregio verso le abilità tecniche dell'architetto italo-svizzero.
La leggenda metropolitana è suggestiva e pone l'accento sulla celebre rivalità tra i due artisti, ma in realtà risulta essere una bufala che, complice la posa della statua, si è tramandata negli anni, tanto da essere considerata valida da molte persone. La Chiesa di Sant'Agnese in Agone, infatti, fu realizzata dal Borromini a partire dal 1652, e quando il Bernini realizzò la Fontana dei Quattro Fiumi essa ancora non esisteva. L'artista napoletano di origine toscana non poté dunque mandare in alcun modo segni di spregio al Borromini facendo alzare ad una statua un braccio.
Come numerose leggende metropolitane, tuttavia, questa ha un fondo di verità, che va ben oltre la semplice rivalità artistica tra i due artisti, assoluti protagonisti della scena barocca, attivi entrambi a Roma, ma al tempo stesso così diversi sia caratterialmente che a livello artistico.
Intanto, rimanendo sul luogo strettamente legato a questa leggenda metropolitana, va detto che Papa Innocenzo X Pamphilj - che preferiva decisamente il Borromini al Bernini, quest'ultimo protetto dal suo predecessore Urbano VIII Barberini ed inizialmente emarginato dal nuovo Pontefice - aveva dato allo scultore italo-svizzero l'incarico di progettare la fontana.
Il Borromini, innovatore ed austero al tempo stesso, aveva presentato un progetto decisamente meno scenografico per la sistemazione dell'obelisco e la fontana in mezzo alla Piazza, che dopo la costruzione del grande palazzo di famiglia dei Pamphilj stava diventando quasi un monumentale cortile di corte della nobile famiglia.
La tradizione vuole che il Bernini fosse riuscito ad ottenere la commissione e rientrare nelle simpatie dei Pamphilj attraverso un espediente particolarmente astuto. L'artista avrebbe infatti fatto pervenire una copia in argento alta un metro e mezzo del progetto della fontana presso Donna Olimpia Maidalchini, influente cognata del Papa, riuscendo a convincere entrambi riguardo la validità del progetto, che approvarono e fecero realizzare.
Oltre a questo duello artistico tra i due per la commissione della Fontana dei Fiumi, c'è un altro elemento che ha sicuramente influito sulla nascita di questa leggenda metropolitana.
Gian Lorenzo Bernini, come una targa ed un busto ancora oggi ricordano, ebbe casa in Via della Mercede, di fronte al Palazzo di Propaganda Fide. Questo edificio, iniziato sotto Papa Urbano VIII Barberini, fu un altro teatro delle contese artistiche dei due grandi esponenti del barocco. Se il Pontefice toscano, grande protettore del Bernini, aveva dato a quest'ultimo l'incarico per la costruzione del palazzo, il suo successore Innocenzo X Pamphilj volle rimpiazzarlo col Borromini.
L'artista svizzero volle dileggiare il rivale scolpendo un paio di orecchie d'asino sulla facciata del palazzo proprio di fronte alle finestre del Bernini. Quest'ultimo non desistette dal rispondere al collega, e decise di scolpire sui mensoloni che reggono il tetto del suo palazzo un pene.
Queste testimonianze furono purtroppo rimosse per motivi di pudore, cosa che non ci dà prova che si tratti di una storia veritiera e non di un'altra leggenda metropolitana. Tuttavia non è da escludere che la leggenda metropolitana sulla Fonana dei Fiumi altro non sia che la versione "censurata" e pudica della storia delle orecchie d'asino e del fallo.

domenica 27 novembre 2016

Vicolo del Babuino


Vicolo del Babuino si trova nel Rione Campo Marzio, compresa tra Via del Babuino e Via Margutta. Essa, così come la vicina Via del Babuino, deve il nome dalla statua di Sileno nota come Babbuino. Questa, una delle statue parlanti di Roma, raggiunse tale importanza da imporre il proprio nome alla strada dove si trova e, da lì, anche a questo vicolo limitrofo.
Nel vicolo è ancora visibile, restaurata, una vecchia insegna di un negozio di vetture per città e campagna.


sabato 26 novembre 2016

Segnale di un idrante in Via Margutta


In Via Margutta, nel Rione Campo Marzio, è visibile - seppur chiaramente rifatta - il segnale che, durante la Seconda Guerra Mondiale, segnalava la presenza di un idrante da utilizzare in caso di bombardamento. Dall'aspetto sembrerebbe che, quando la facciata del palazzo è stata rifatta, si sia voluta preservare la memoria di questo segnale ma in maniera piuttosto posticcia: il segnale non è infatti riempito di bianco come di solito accade.

venerdì 25 novembre 2016

Fontana della Scrofa


La Fontana della Scrofa si trova attualmente divisa in due parti: la fontana vera e propria all'angolo tra Via della Scrofa e Via dei Portoghesi, mentre il bassorilievo della Scrofa in Via della Scrofa, dove la fontana si trovava inizialmente. Entrambe la parti della fontana si trovano nel Rione Sant'Eustachio.
Del piccolo bassorilievo raffigurante una scrofa e posto su un muro del Convento degli Agostiniani si ha notizia già dal 1445. Probabilmente si trattava di un frammento tratto da un più grande bassorilievo raffigurante una processione souvetaurilia. Sicuramente questo frammento ebbe un'importanza tale da far sì che l'intera strada ove esso si trova abbia preso il nome di Via della Scrofa.
Intorno al 1580 Papa Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585) fece collocare sotto il bassorilievo una fontana abbastanza semplice, composta da una cannella e una tazza marmorea.
Nel 1873 il traffico nella strada aumentò e si rese necessario spostare la fontana. Vennero così spostate la tazza e la cannella, ma non il bassorilievo della scrofa, ancora presente nell'originaria collocazione, cui è stata aggiunta una targa che recita come la fontana sia stata spostata nell'attuale collocazione, cioè all'angolo tra Via della Scrofa e Via dei Portoghesi.



Casa per impiegati del Governatorato


La Casa per impiegati del Governatorato si trova in Via Andrea Doria, nel Quartiere Trionfale. Essa risale al 1927 quando fu dato agli architetti Luigi Ciarrocchi e Mario De Renzi di realizzare un edificio per le abitazioni dei dipendenti del Governatorato. La scelta di farlo costruire nella zona del Trionfale, una zona fortemente antifascista e che pochi anni prima, quando il fascismo prese il potere, aveva dato non poco filo da torcere alla Camicie Nere, potrebbe essere stata una scelta politica con la quale una categoria generalmente fedele al regime come gli impiegati del Governatorato sarebbe stata inserita in un contesto meno favorevole a Mussolini.
L'edificio ha una pianta a pettine, con tre grandi cortili che permettono a tutti gli appartamenti posti sui cinque piani dell'edificio di poter godere di una piena illuminazione. Il pian terreno, invece, è pensato per i negozi ed è distinto dal resto del corpo edilizio grazie all'uso dei mattoni.
Non mancano i richiami alle insulae dell'Antica Roma, e non va sottovalutato come pochi anni prima gli scavi avessero dato alla luce la insulae di Ostia Antica.